11 - Via dei Monti Lariani

11 - Via dei Monti Lariani

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Descrizione

La Via dei Monti Lariani è un itinerario escursionistico che rientra nel tratto lombardo del Sentiero Italia, un percorso di circa 6.000 km che attraversa l’intero territorio nazionale. La Via dei Monti Lariani collega Cernobbio a Sorico (per facilitarne la fruibilità in treno la partenza è stata fissata a Como), costeggiando in quota tutto il lato occidentale del Lago di Como.

Questo sentiero ha una ricca storia. La strada, negli ultimi secoli, è stata interessata da un notevole traffico di prodotti montani che dovevano raggiungere il capoluogo Como. Molte delle località comprese in una fascia variabile dai 600 ai 1.200 metri di altitudine, costituivano gli alpeggi di mezza stagione (denominati “mûnt”), utilizzati dalle popolazioni costiere del Lario per portarvi il bestiame in primavera ed autunno (in estate, invece ci si spostava verso gli “alp”). Il nome “Via dei Monti Lariani” è stato scelto, appunto, per celebrare la via di collegamento tra questi antichi insediamenti, in parte ancora attivi e in parte abbandonati o distrutti dal tempo.
Nell’ultimo secolo la Via, essendo posta su terre di confine, ha assunto anche risvolti strategici: durante la prima guerra mondiale alcuni tratti dell’itinerario, nelle zone tra il Monte Bisbino ed il Sasso Gordona, sono stati scelti per la costruzione di strade e strutture militari a supporto della famosa Linea Cadorna (linea militare difensiva costruita tra il 1911 ed il 1916 nelle Prealpi lombarde, con lo scopo di proteggere il territorio italiano e i poli industriali di Milano e Bergamo da un ipotetico attacco tedesco attraverso la neutrale Svizzera); inoltre, in alcune località di confine toccate dalla via, sono state realizzate delle caserme della Guardia di Finanza – oggi tuttora esistenti, ma quasi tutte trasformate in rifugi del CAI – per il controllo sui numerosi traffici di contrabbando verso il Canton Ticino.
La Via dei Monti Lariani è comunque sempre stata utilizzata principalmente come via commerciale complementare alla principale Strada Regina, via che correva da Como a Samolaco (in costa al lago) e proseguiva verso la Svizzera attraverso i Passi del Julier/Settimo od il Passo dello Spluga.
Parallela a questa via ma lungo la costa del Lago di Como corre la mitica Via Regina, direttrice fondamentale per i traffici dall’Italia verso il nord Europa e già attiva (sembrerebbe) fin dai tempi dei romani. L’importanza commerciale e l’elevata frequentazione della via, fin dai tempi antichi, trova riscontro anche nella testimonianza lungo il tracciato di resti di numerosi hospitales e xenodochi: diffusi nel medioevo e gestiti generalmente da monaci sotto la direzione di un “minister”, gli xenodochi erano strutture volte a fornire ospitalità ai viandanti e pellegrini che percorrevano la strada, mentre gli hospitales erano dedicati all’accoglienza dei malati. Nel corso degli anni questa differenza diminuì, fino a rendere comune l’uso di entrambi i vocaboli per definire tali strutture di accoglienza. Ancora visibile nelle sue fattezze originarie è l’hospitalis di Santa Maria Maddalena di Stabio ad Ossuccio, reso celebre dall’anomala torre campanaria del suo oratorio, caratterizzata da uno stile ibrido moresco-gotico su innesto di una vecchia struttura romanica.
La Strada Regina è stata dunque, da sempre, la principale e storica via commerciale lungo il lago: ma allora perché non far transitare il nostro itinerario di trekking lungo di essa? Molto semplicemente perché oggi la Via Regina è una strada statale stretta e molto trafficata, assolutamente disagevole e pericolosa da percorrere a piedi.
Come accade in altre realtà (ad esempio per alcuni tratti del famoso Cammino di Santiago de Compostela) si è scelto quindi di tutelare, in primis, la sicurezza dei “moderni viandanti”, optando per un percorso meno storico come quello della Via dei Monti Lariani, ma ben più fruibile a livello turistico.

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